A circa 8 km da Poggio a Caiano, Prato custodisce nel suo Duomo un tesoro che per i pratesi è molto più di un'opera d'arte: la Sacra Cintola, la cintura che secondo la tradizione appartenne alla Vergine Maria. Intorno a questa reliquia la città ha costruito nei secoli la propria identità religiosa e civile, e il momento in cui viene mostrata ai fedeli, l'Ostensione, è ancora oggi la festa più sentita di Prato.
Una leggenda che arriva dalla Terra Santa
Secondo la tradizione, al momento dell'Assunzione in cielo la Madonna consegnò la sua cintura all'apostolo Tommaso. Molti secoli più tardi un mercante pratese di nome Michele, giunto in pellegrinaggio a Gerusalemme, si innamorò di una giovane di nome Maria, discendente della famiglia che custodiva la reliquia, e la sposò: la Cintola fu la dote della sposa. Michele tornò a Prato intorno al 1141 e conservò gelosamente il prezioso cimelio fino alla fine dei suoi giorni, quando lo donò al proposto della pieve di Santo Stefano, l'attuale cattedrale.
La reliquia è una sottile cintura di colore verde, intessuta di fili d'oro. Il suo valore per la città è testimoniato anche da un celebre episodio di cronaca: nel 1312 un uomo chiamato Musciattino tentò di rubarla, ma fuggendo nella nebbia si ritrovò di nuovo alle porte di Prato, dove fu catturato e punito con estrema severità.
La cappella e il pulpito di Donatello
Per custodire la Cintola il Duomo si arricchì di una cappella dedicata, completata nel 1390 e affrescata tra il 1392 e il 1395 da Agnolo Gaddi e dalla sua bottega con le storie della Vergine e della reliquia. Ancora oggi la cintura è conservata qui, in un reliquiario che si apre con tre chiavi: due appartengono al Comune e una alla Diocesi, un simbolo concreto dell'unione tra autorità civile e religiosa intorno al tesoro della città.
Il luogo più famoso legato alla Cintola, però, si trova all'esterno. Sull'angolo destro della facciata spicca il pulpito realizzato da Donatello e Michelozzo, costruito appositamente per mostrare la reliquia alla folla raccolta in piazza. Donatello scolpì tra il 1434 e il 1438 sette formelle con un'allegra danza di putti: dal 1970 gli originali sono conservati nel vicino Museo dell'Opera del Duomo, mentre sul pulpito sono state collocate delle copie. Vedere il vescovo affacciarsi da questo balcone di marmo, con la piazza gremita sotto, è un'esperienza che unisce arte, fede e tradizione popolare.
Cinque appuntamenti l'anno
La Sacra Cintola viene mostrata ai fedeli cinque volte l'anno, secondo un rituale preciso: a Natale, a Pasqua, il 1° maggio, il 15 agosto e l'8 settembre. Quest'ultima data, festa della Natività di Maria, è di gran lunga la più solenne. Il Corteggio storico, con figuranti in costume, sfila per le vie del centro fino a Piazza del Duomo, dove si compie il momento più atteso: l'apertura del reliquiario con le tre chiavi e l'Ostensione dal pulpito, che il Comune stesso definisce il momento più simbolico e solenne della festa cittadina.
Per chi soggiorna nella zona all'inizio di settembre, è un'occasione rara per vedere Prato nel suo giorno più importante, con la piazza piena di pratesi e di visitatori, i costumi colorati e l'emozione di un rito che si ripete da secoli.
Prato oltre la Cintola
Una visita al Duomo è il punto di partenza ideale per scoprire il resto della città, dal Castello dell'Imperatore al Museo del Tessuto, passando per gli affreschi di Filippo Lippi nella cappella maggiore della cattedrale. Trovate un itinerario completo nel nostro articolo Prato in un giorno, e se amate le tradizioni del territorio leggete anche la guida ai sapori pratesi, perfetti per concludere la giornata a tavola.
Prato a due passi
Assistete all'Ostensione della Sacra Cintola e rientrate in pochi minuti nella quiete di Poggio a Caiano, in uno degli appartamenti di La Medicia Homes.